pessimismo

domanda: come si fa ad essere minimamente informati sul mondo d’oggi e ad essere ottimisti?
o meglio… come si fa a non essere pessimisti ?
come si può non rimanere senza fiato quando si vede spazzatura in giro, ignoranza e menefreghismo dilaganti, servizi e strutture inesistenti o perlomeno di qualità pessima? come ci si può svegliare la mattina e avere la forza (o il coraggio) di combattere questa guerra, queste battaglie quotidiane che ci risucchiano fino all’ultima goccia di energia ?

ho seguito il discorso di una persona estremamente colta che penso di buon senso. gran lavoratore, insegnante, volontario. si è definito coraggioso perchè ha messo al mondo 4 figli. questo proprio non lo capisco. che coraggio è ? se tutti nel mondo avessero questo “coraggio” nel giro di due generazioni saremmo 20miliardi di persone su questo pianeta. non mi sembra una gran furbata. recentemente ho visto un film che consiglio a tutti. parla del sovrapopolamento del mondo e della conseguente e inevitabile mancanza di risorse per sostenere la crescita demografica inarrestabile e fuori controllo. nel film si narra che gli alimenti ogm hanno inizialmente vinto la battaglia contro il sovrapopolamento perchè hanno creato delle rese agricole stupefacenti, per cui c’era cibo per tutti. il lato opposto della medaglia però è che questi ogm hanno indotto mutazioni nel corpo umano portando a sempre più casi di parti gemellari multipli: 4-5-6 figli alla volta. quindi siamo tornati a capo. troppe persone su questo piccolo mondo.
al che è stato creato il Bureau, un ufficio controllo nascite, per fare in modo che le famiglie avessero un figlio, non di più. questo il motto: “one world, one child”
ecco, questa ritengo sia una filosofia oltremodo corretta.

il mondo brucia. brucia l’alaska. brucia la siberia. disboscano la foresta amazzonica come se non ci fosse un domani. disboscano alla stessa maniera quello che è rimasto nel sud est asiatico.
si scioglie il permafrost ad una velocità incredibile e incontrollabile.
fiumi di plastica vengono ancora riversati in mare.
ma come possiamo pensare di mettere al mondo altri figli? che futuro si prospetta loro ? un futuro di guerre. una volta le guerre di facevano per invadere le nazioni straniere e andare a razziare tutto quanto si trovava.
ora le guerre si faranno per proteggersi dalle invasioni di chi non ha niente e pretende (guarda caso) di vivere, o di sopravvivere.
le guerre, ben nascoste per ora, già si stanno facendo per chiudere i confini, per tenersi stretto quello che si, per cercare di arraffare dove si può tutto quello che si può.

ripeto la domanda: che futuro vediamo per i nostri figli? io vedo un futuro orribile, sempre più precario (e non solo per il lavoro), sempre più sporco ed inquinato

ma sapete che è vero? sapete che i billionaires, coloro che possono permetterselo, stanno cominciando a costruire bunker di sopravvivenza in nuova zelanda? sapete che intanto che predicano l’apertura delle frontiere, l’uguaglianza indiscriminata si creano piccoli paradisi circondati da possenti mura per salvarsi quando si romperà il fragile equilibrio politico/sociale/economico/climatico che stiamo vivendo ?
la natura ci insegna, e sempre lo ha fatto, senza mai sbagliare: la biodiversità è un bene, non un male. come si fa a non capire che nel mondo non siamo tutti uguali? maschio è diverso da femmina. una cultura è diversa dall’altra. la diversità è un pregio, una qualità che lo sviluppo umano ci ha donato. però c’è qualcuno che non capisce: la sua cultura crede che chi è diverso sia blasfemo, miscredente, quindi da evitare, nel migliore dei casi, da eliminare negli altri.
ci si può integrare, convivere, miscelare, con chi accetta reciprocamente di farlo. chi si sposta e pretende di fare quello che faceva prima, auto ghettizzandosi, non fa altro che aumentare il grado di sfiducia, incomprensione e paura che già circola.
faccio un esempio: la cultura orientale antica (soprattutto giapponese) mi affascina molto. se un giorno dovessi emigrare in giappone, la prima cosa che farei, dopo cercare di imparare la lingua nel minor tempo possibile, sarebbe cercare di integrarmi con le usanze locali, ivi compresi i modi e i gesti rituali della spiritualità locale.
e invece qua funziona al contrario: siamo noi a doverci vergognare delle nostre tradizioni (qualunque esse siano) perchè danno noia al prossimo, che è appena arrivato. ma di cosa stiamo parlando ? ma come può un governante (di qualsiasi fazione) fare delle scelte consapevoli che sputtanano il proprio paese? con quale coraggio? con quale coscienza? siamo tutti consapevoli che essere nati in italia è un colpo di culo. una fortuna non prevista, ma arrivata. è nostro DOVERE proteggere, tutelare, preservare e migliorare quanto la natura e il passato ci hanno regalato.
invece si sente discutere sempre e solo di argomenti contro l’interesse nazionale, contro il nostro paese. in pochi difendono quello che abbiamo, in molti cercano di svendere tutto. purtroppo.


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