alla fine di tutto.

Epilogo di tutto quanto.

Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.
L’oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente.

le buone notizie

vuoi prima la notizia buona o quella cattiva?

di solito c’è una cattiva notizia e, dopo di essa, una pessima.

l’unica cosa che ti fa andare avanti in questo posto pivello, è sapere che ci sono battaglie che puoi vincere, perché per tutte le altre la fine è già scritta.

e la forza per andare avanti la trovi solo in queste rare occasioni, che ti si presentano sempre inaspettate.

trova il coraggio di andare avanti e arrivare alla fine di questo percorso, nonostante la paura paralizzante del tempo che passa e il non riuscire mai a dare un significato, una concezione, a questo lento (ma velocissimo) scorrere inesorabile, che accompagna tutti alla medesima fine.

però l’arrivo di una buona notizia…. anzi… vedere i pilastri della propria vita gioire della buona notizia, è una carica di energia che mi permette davvero di smuovere le montagne, una botta di adrenalina che difficilmente ha eguali.

attendiamo fiduciosi la fine della settimana, almeno la polvere sarà un ricordo.

by3

La mancanza

sentire propria la mancanza dei punti fissi e fondamentali che per anni hanno caratterizzato le tue scelte e di cui sei sempre stato fiero sostenitore richiedono cambi di rotta.

Essere consapevole di essere al centro di un (piccolo) mondo, crea quello che giustamente nasce in spider man: “da un grande potere deriva una grande responsabilità”.

Trovare bello ciò che per anni ho bistrattato, credere veramente che in questa vita non sempre semplice ma molto spessa dura in varie espressioni, è un cambio di rotta epico.

In termini ridotti: cercare di vivere intensamente ogni momento della vita, non sprecarne neanche uno. Perché il tempo è una costante inalienabile dell’universo, non è una forma di energia che cambia il suo stato ma non sparisce, è proprio un prezioso momento che indietro non torna. Punto.

Spremi a fondo questa vita, esaltala e cerca di lasciare un ricordo più intenso possibile del tuo passaggio.

La consapevolezza di questo dovrebbe portarci a relativizzare le questioni personali, i limiti soggettivi. Ognuno di noi fa parte di una specie particolare e al tempo stesso universale: il genere umano.

Ciò che conta in realtà non è né la vita né la morte, ma la dignità dell’essere umano, l’essenza della sua umanità. Vita e morte coincidono quando è in gioco la difesa del valore del senso di umanità. Aver paura della morte, quando è in gioco questo valore, significa non saperlo vivere con coerenza, sino in fondo.

L’unica cosa di cui bisogna aver paura è proprio questa incapacità a essere naturali, a vivere con naturalezza la propria umanità.

Chi fa della morte il significato della propria vita in realtà è già morto. Non si può attribuire alla morte un significato più grande di quello che si deve attribuire alla vita, appunto perché della morte noi non possiamo avere alcuna vera esperienza.

may.2014

finisce praticamente qui un mese epico.

tanto mi ha dato, un po’ grazie al coraggio, un po’ grazie alle possibilità che mi sono creato e che ho ricevuto in dote.

il dolore è stato forte, intenso. la fatica incredibile. ora, come successo ad ottobre2003 non ricordo il dolore, non ricordo la sofferenza, non ricordo i momenti duri passati, ma solo i momenti topici.

esattamente come mi immaginavo… sarà un ricordo epico, qualcosa scolpito nella memoria e che mi seguirà come un’ombra invisibile per sempre.

ancora non so se potrò dire se sarà un successo o un fallimento. il rischio c’è stato, ammettiamolo, ma non so perché ho deciso così in fretta di correrlo. l’urgenza mi ha spinto più della volontà, più del desiderio.

e poi in questo maggio si è riproposto il motivo del forte mal di pancia di fine anno 2013 e inizio 2014… a me proprio non va, non riesco a farmi andar giù certe cose tipiche italiane, come dico spesso… è questione di principio; un principio che finora ha pagato e ha dato i suoi frutti, ma i tempi cambiano e bisogna sapersi adattare: in fin dei conti questa è la vera forza dell’uomo rispetto agli animali.

anche il mio gatto è stato male, l’abbiamo fatto operare, ma probabilmente zoppicherà un po’ per il resto della sua vita; non pensavo davvero di avere tanto dispiacere per un animale a vederlo sofferente: il mio lato umano evidentemente non è da sottovalutare 🙂

comunque sia, la speranza che il miglioramento davvero avvenga è lì, ferma ad aspettare, anche se so che in fondo c’è poco da lamentarsi, ma l’insofferenza verso la propria posizione spinge innegabilmente a darsi da fare per migliorarla.

con la promessa di scrivere più spesso…. pelandrone !

 

impossibilità

l’impossibilità di poter fare qualcosa porta a voler dare la colpa di questo “fallimento” a qualcuno o qualcosa.

ogni tanto, davvero i soldi non fanno la differenza (ovviamente quando si parla di noi mortali non milionari/miliardari).

oppure sto cercando di nascondere la paura dietro una difficoltà ?

vorrei ma non posso, oppure vorrei ma ho paura e quindi è meglio non potere … ?

sono sicuro che, come tutto il resto, se un giorno succederà, alla fine dirò… ma perché ho perso tanto tempo…. ???

ma tant’è.. la vita va così…mi ha dato tanto, di sicuro, ma di tutto, ma proprio tutto, ha preteso il conto, senza alcuno sconto.

chissà come andrà a finire.

spero solo di aver il coraggio di giocare le mie carte, anche rischiando e preoccupandomi un po’ più per me stesso che per il resto, per non finire come al solito in posizione fetale a rimpiangere di non aver agito.